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Flavia De Nicola
BTA - Bollettino Telematico dell'Arte, 26 Settembre 2018, n. 856 (ISSN 1127-4883)
Publication year: 2018

Abstract

EN – Young Michelangelo Buonarroti’s experience was deeply marked by his cult of Antiquity, reverberated in the creation of artworks such as the Sleeping Cupid and the Bacchus and shared with Raffaele Riario and Jacopo Galli, his patrons during his first stay in Rome (1496-1501).

The cardinal-camerlengo Raffaele Riario was an important promoter of the cultural challenge lead by the humanist Giulio Pomponio Leto, founder of the Roman Academy, and his followers: to arouse the glory and the forms of the antique theatre in Christian Rome also through the actual staging of dramas in Latin. The Bacchus, commissioned by the cardinal as inventor and protector of dramatics, was probably meant to be part of a well-planned figurative set constituted by antique statues which alluded to performances arts, set up in the courtyard of his new palace under construction, also intended as a scenic space.

Therefore, it is still necessary to re-evaluate the genesis and the essence of Michelangelo’s artworks, which took life from the Ancient and Renaissance literary and philosophical sources cultivated by the artist as also fostered by the Pomponians. The recognition of a reference to the ancient religious ritual of the Dionysian dance in the posture of the Bacchus, for example, is supported by its possible comparison with the figure of the musician in the lost painting by Luca Signorelli, the Education or Kingdom of Pan, executed for the Medici around 1490. It could be also reconsidered, in the historical context of the conflictual condition documented between the cardinal Riario and pope Alexander VI, the so-called “refusal” of the Bacchus caused by the intention to conceal those antiquarian contents of the artwork as they belonged to a sphere which was already judged as subversive and they could then become the suitable excuse to justify the aspire of the Borgias to the cardinal’s properties.

We can then understand, this far, that Michelangelo was actively immersed in the reconstructed network of cultural sodalitas connections in the Renaissance Rome, to which he contributed not as a mere executor of admirable works of art, but rather as an all-round intellectual.

IT – L’esperienza giovanile di Michelangelo Buonarroti risultò profondamente segnata dall’amore per l’Antico, che si riverberò nella creazione di opere quali il Cupido dormiente e il Bacco e che fu coltivato e condiviso dall’artista anche con Raffaele Riario e Jacopo Galli, suoi committenti e protettori durante il suo primo soggiorno a Roma (1496-1501).

Il cardinale-camerlengo Raffaele Riario era un importante promotore dell’impresa culturale perseguita dall’umanista Giulio Pomponio Leto e dai suoi seguaci, sorta dall’auspicio di ridestare il teatro antico nella Roma cristiana. Il Bacco, commissionato dal cardinale in quanto dio protettore del teatro, avrebbe fatto probabilmente parte di una compagine figurativa costituita da statue che alludevano alle arti drammatiche, da allestire nel cortile del suo nuovo palazzo in costruzione destinato anche alla funzione di spazio scenico.

Emerge, quindi, la necessità di rivalutare l’essenza e la stessa genesi delle opere michelangiolesche, che trassero vita dalle fonti letterarie e filosofiche antiche e rinascimentali coltivate da Michelangelo anche su impulso dei Pomponiani. Il riconoscimento di un riferimento al rituale religioso antico della danza dionisiaca nella postura del Bacco, ad esempio, è avvalorato dal suo possibile confronto con la figura del musico nel perduto dipinto di Luca Signorelli, l’Educazione o Regno di Pan, realizzato per i Medici intorno al 1490.

Si riconsidera, inoltre, nel contesto storico dello stato conflittuale documentato tra il cardinale Riario e il papa Alessandro VI, il cosiddetto “rifiuto” del Bacco motivato dalla volontà di occultare quegli stessi contenuti antiquariali dell’opera poiché appartenevano ad un ambito giudicato eversivo e potevano diventare, pertanto, il pretesto perfetto per giustificare le mire dei Borgia sul patrimonio del cardinale.

Si comprende, dunque, come Michelangelo fosse un attivo protagonista nella ricostruita rete di rapporti di sodalitas culturale nella Roma rinascimentale, alla quale egli contribuì non solo con la propria arte, ma anche con il proprio esercizio intellettuale.

 Keywords

  • History of Collecting;
  • Michelangelo Buonarroti;
  • Renaissance antiquarianism;
  • Art Criticism.